Durata ed ereditarietà del copyright

La normativa prevede una durata del copyright limitata nel tempo e variabile significativamente a seconda della categoria merceologica tutelata (medicinali, brani musicali, software, ecc.).

Il periodo di copyright dovrebbe consentire di avere un adeguato margine di guadagno e di recuperare i costi che precedono l’entrata in produzione e la distribuzione del prodotto. In linea di principio la durata è proporzionale ai costi da remunerare. Tuttavia non sempre la proporzione viene rispettata. Per esempio un brano musicale ha una durata di copyright di 70 anni mentre per un medicinale, che ha costi di ricerca e sviluppo assai maggiori, la durata brevettuale è di 15 anni a cui si aggiunge un periodo massimo di 5 anni garantito dal certificato complementare di protezione.

Storicamente la morte dell’autore causava l’estinzione del copyright. In seguito, il diritto d’autore è passato agli eredi del soggetto e quindi la durata prevista dalla legge è prescrittiva (30/70 anni in ogni caso). È stata modificata anche la distribuzione dei margini: all’editore tocca talvolta più dell’autore, talora più del 50% (a fronte di un equo margine che per un intermediario è generalmente intorno al 20%)

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